Assegno di Inclusione, Nuove Regole Inps per il Rinnovo – cosa cambia dal 14 ottobre 2025

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Con il nuovo Messaggio INPS n. 3048 del 14 ottobre 2025 vengono introdotte importanti modifiche per i beneficiari dell’Assegno di Inclusione. Con questo messaggio sono state fornite indicazioni operative aggiornate sul percorso che i nuclei familiari devono seguire con i Servizi Sociali e i Centri per l’Impiego per la continuazione del beneficio. Vediamo insieme in questo articolo tutte le novità introdotte dall’INPS.

Cosa è l’Assegno di Inclusione?

L’Assegno di Inclusione (ADI) è un contributo economico versata mensilmente tramite la Carta ADI (o Carta di inclusione), destinata a nuclei familiari in difficoltà che rientrano in certi requisiti economici, patrimoniali e di composizione familiare. La misura è pensata non solo come sostegno economico, ma soprattutto come incentivo per l’inserimento sociale e lavorativo. Chi ne beneficia deve essere coinvolto in percorsi di attivazione, servizi sociali, politiche attive del lavoro.

L’ADI è erogato per periodi continuativi fino a 18 mesi e può essere rinnovato per ulteriori 12 mesi, previo un mese di sospensione obbligatoria. 

Assegno di Inclusione, Nuove Regole Inps per il Rinnovo

Con il Messaggio INPS 3048 del 14 ottobre 2025 vengono spiegate le modalità di rinnovo per i nuclei familiari che hanno finito le 18 mensilità e desiderano un’estensione di altri 12 mesi, con istruzioni sul percorso con i servizi sociali e CPI. Viene detto che anche per il rinnovo scatta una sospensione di un mese tra il ciclo precedente e quello nuovo, come previsto dal decreto-legge 48/2023

È prevista la partecipazione obbligatoria ai servizi sociali ed ai Centri per l’Impiego (CPI) anche nel rinnovo, con aggiornamento o conferma del percorso di inclusione già definito. Si conferma che i nuclei familiari invariati, ossia senza modifiche nella composizione familiare, non devono sottoscrivere di nuovo un nuovo Patto di Attivazione Digitale (PAD).

Cos’è il “mese di stop”?

Secondo il decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48,, l’ADI può essere rinnovato per altri 12 mesi dopo la conclusione delle 18 mensilità, con la sospensione obbligatoria di un mese tra i due cicli. Questo significa che alla fine del primo ciclo non si può avere continuità immediata, la prestazione si interrompe per un mese durante il quale il beneficio non è corrisposto. 

Per evitare che il mese di stop crei disagi ai nuclei già vulnerabili, è stato previsto un contributo straordinario per coprire quel mese, il Bonus Ponte ADI. Però secondo le ultime notizie, il governo Meloni sta pensando di rimuovere completamente il mese di stop, portando ad un’erogazione ininterrotta dell’assegno.

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Assegno di Inclusione: Requisiti per il rinnovo

I requisiti per accedere all’ADI, e fare anche il rinnovo, sono:

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  • ISEE fino a 10.140 euro 
  • Reddito familiare massimo annuo (moltiplicato per la scala di equivalenza) fino a 6.500 euro, elevato a 8.190 euro se il nucleo è composto da soggetti anziani (≥ 67 anni) o con disabilità grave o non autosufficienti.
  • Nella famiglie ci deve essere almeno un soggetto “fragile” (minore, over 60, disabile, carichi di cura, ecc.).
  • Cittadinanza UE o status equivalente (permesso di soggiorno UE o protezione internazionale) e residenza in Italia.
  • Non essere decaduti o aver perso il beneficio per inosservanza degli obblighi in precedenza.

Assegno di Inclusione: L’incontro con i Servizi Sociali e il percorso di inclusione

Una delle novità maggiormente ribadite nel messaggio 3048 è che chi presenta la domanda di rinnovo deve sottoporsi a un incontro con i Servizi Sociali, che serve a:

  • Verificare e confermare o modificare l’analisi multidimensionale del nucleo (ossia lo studio dei bisogni familiari)
  • aggiornare o confermare il patto di attivazione digitale (PAD) se necessario
  • definire o ridefinire gli obblighi e i percorsi individuali di inclusione sociale e lavorativa
  • se necessario, convocare incontri successivi entro 90 giorni per completare l’istruttoria 

Va ricordato che i percorsi di inclusione sociale e lavorativa possono continuare anche quando il sussidio economico non è più erogato. Se dopo aver presentato la domanda di rinnovo dell’Assegno di Inclusione il Centro per l’Impiego (CPI) ha già registrato attività come la firma o l’aggiornamento del Patto di Servizio Personalizzato (PSP), il termine di 60 giorni per completare questi passaggi viene spostato automaticamente a 90 giorni.

Questo rinvio è possibile solo se i Servizi Sociali hanno già effettuato l’analisi multidimensionale, cioè la valutazione dei bisogni della famiglia, utile per confermare o assegnare il tipo di percorso di inclusione più adatto al componente che può essere inserito nel mondo del lavoro.

Assegno di Inclusione: Scadenze per incontri con i servizi sociali

Se dopo il primo incontro con i Servizi Sociali sono necessari altri appuntamenti per completare la valutazione del nucleo familiare, viene fissata una nuova scadenza di 90 giorni. Entro questo periodo, la famiglia può essere convocata dai Servizi Sociali oppure presentarsi per proseguire il percorso.

Durante questi incontri, gli operatori riesaminano la cosiddetta analisi multidimensionale e possono ridefinire gli impegni previsti dai Patti di inclusione sociale e lavorativa. In base a questo aggiornamento vengono poi stabilite anche le nuove scadenze per i successivi incontri con i Servizi Sociali e con i Centri per l’Impiego (CPI).

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