Dall’anno prossimo arriva una grande novità per una delle misure più importanti, l’Assegno di Inclusione 2026. Questa è una misura di sostegno economico e sociale introdotta dal governo italiano per contrastare la povertà e facilitare l’inclusione attiva nel mondo del lavoro a favore dei nuclei familiari più fragili. Per il 2026 arrivano nuove modifiche sull’importo nel mese di rinnovo e aggiornamenti ai criteri di accesso. Vediamo insieme in questo articolo quali sono queste novità.
Cos’è l’Assegno di Inclusione?
L’Adi è un sostegno economico mensile destinato a nuclei familiari in condizioni di fragilità economica e sociale. Oltre al supporto economico, la misura prevede percorsi personalizzati di attivazione all’impiego, con l’obbligo di sottoscrivere e seguire un Patto di Attivazione Digitale (PAD), nel quale si dettagliano gli impegni del nucleo familiare verso il mercato del lavoro o servizi socio-educativi.
L’obiettivo principale è alleviare l’impoverimento economico e favorire l’inclusione sociale e lavorativa dei beneficiari.
A chi spetta l’Assegno di Inclusione?
Possono accedere all’Adi i nuclei familiari che soddisfano requisiti personali, economici e di composizione. In particolare:
- Presenza di almeno un componente considerato “fragile”: minorenne, over 60 anni, persona con disabilità oppure soggetto inserito in programmi socio-sanitari.
- Requisiti di cittadinanza e residenza: il richiedente deve essere cittadino europeo o familiare, cittadino extracomunitario con permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o titolare di protezione internazionale, e deve risiedere in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo.
- Condizioni personali: non deve essere sottoposto a misure cautelari personali né avere condanne definitive nei 10 anni precedenti la domanda.

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Assegno di Inclusione: Requisiti economici e patrimonio
Per poter presentare domanda di Assegno di Inclusione, la famiglia deve soddisfare anche requisiti economici e patrimoniali:
- ISEE non superiore a 10.140 euro.
- Reddito familiare complessivo non superiore a determinate soglie, che vengono moltiplicate per parametri di scala di equivalenza per nucleo familiare.
- Per i nuclei in affitto, l’importo del canone di locazione può essere integrato fino a un massimo stabilito.
Assegno di Inclusione 2026: Importi
L’importo dell’Adi varia in base alla composizione familiare, all’ISEE e alla presenza di affitto:
- L’integrazione al reddito può arrivare fino a circa 6.500 euro annui, che corrispondono a circa 480-845 euro al mese a seconda delle situazioni.
- Per famiglie residenti in abitazioni in locazione, è prevista una specifica integrazione del canone di affitto, fino a massimo 3.640 euro annui (o 1.950 euro per alcuni nuclei con componenti anziani o disabili).
Secondo dati Inps del 2025, l’importo medio erogato si è aggirato intorno ai circa 669 euro al mese nei primi mesi di applicazione.
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Assegno di inclusione: Durata, mese di pausa e rinnovo
L’Adi viene erogato mensilmente per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi. Terminate queste 18 mensilità, il nucleo familiare può presentare una nuova domanda per un rinnovo di ulteriori 12 mesi. Tradizionalmente, tra il primo ciclo di 18 mesi e il rinnovo c’è un mese di sospensione dei pagamenti, durante il quale il beneficiario non percepisce l’assegno.

Novità 2026: cosa cambia e il dimezzamento del primo mese
Per il 2026 è allo studio e in discussione un emendamento alla Legge di Bilancio che introduce modifiche al meccanismo di rinnovo dell’Adi. In particolare:
- Il primo mese dopo il rinnovo dell’Adi sarà erogato con l’importo dimezzato rispetto alla mensilità standard. Questa modifica riscrive la parte normativa che aveva eliminato completamente il periodo di stop tra un ciclo e l’altro.
- La motivazione ufficiale è quella di contenere la spesa pubblica: il risparmio previsto dall’emendamento è di circa 100 milioni di euro.
Come fare domanda per l’Assegno di inclusione 2026?
La domanda per l’Assegno di Inclusione 2026 deve essere presentata esclusivamente online attraverso il portale ufficiale dell’INPS. Il richiedente deve accedere al sito utilizzando una delle credenziali digitali riconosciute: SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) oppure Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
Una volta entrati nell’area riservata, è necessario compilare la domanda inserendo correttamente i dati anagrafici, familiari ed economici, verificando la validità dell’ISEE aggiornato.
In alternativa alla procedura online autonoma, è possibile rivolgersi a un CAF o a un patronato, che offrono assistenza gratuita nella compilazione e nell’invio della richiesta. Dopo l’accoglimento della domanda da parte dell’INPS, il beneficiario deve sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale (PAD).
